Inquietudine e sogno

Scrivere, scrivere. Ma per dire cosa? Per raccontare una inquietudine sociale, un male oscuro che si muove sotto le apparenze spensierate. Lo sento dentro, lo vedo all’esterno. Tutti sembrano felici, poi nel profondo rimpiangono il tempo che fu. E chi non rimpiange, truffa, delinque, si approfitta del prossimo e vive sfruttando la benevolenza altrui.
Vorrei ma non posso. Vorrei essere il giustiziere della notte, ma ho paura del buio. Vorrei essere il cacciatore di criminali, ma non so sparare. Vorrei essere un killer spietato, ma temo i rimorsi e la coscienza. Allora? Allora vivo di inquietudine come la gente che mi circonda, sperando nel miracolo che non accade.
Ho speso la mia vita predicando la tolleranza e il relativismo culturale. Oggi vorrei aver praticato un integralismo, sereno sì, ma integro, e vorrei che questa filosofia permeasse la cultura dei miei figli. Bisogna credere in un pensiero forte. Bisogna credere in una idea ed essere accompagnato da questa per tutta la vita.
Che ne resta del giorno? Poco, molto poco, una oscurità che avanza.
La nostra società ha bisogno di scienziati, maestri e guerrieri. Questo nuovo medioevo non accetta mezze misure, mezze figure. Il guerriero combatte contro il male e i malvagi, lo scienziato scopre e coltiva il bene, il maestro trasmette la cultura che unisce e divide, capisce e condanna.
Ci hanno insegnato invece che tutti sono buoni, e che è nostro compito far crescere in loro il bene. Non è vero. Il male è intorno a noi e bisogna far tacere questo falso perbenismo, utile alla politica camaleontica e al soldo di tutte le bandiere, dannosa alla società attuale.
Vedo avanzare nuovi templari. In difesa della vita, ad ogni costo contro i barbari che dilagano.

Inquietudine e sognoultima modifica: 2012-09-21T08:04:00+02:00da sandcreek12
Reposta per primo quest’articolo