Alle porte dell’inferno

Sono sicuro che nessuno di voi è mai stato in OPG. Sono sicuro, perchè a quei pochi che leggono questi post non è mai toccato in sorte un simile destino. Destino, disavventura, maledizione. tragedia, chiamatela come volete, tanto nessun sostantivo esprime perfettamente il concetto di Ospedale Psichiatrico Giudiziario. E’ un ospedale con le sbarre, le celle e le Guardie, ed è la prima cosa che incontri quando varchi quella soglia. Poi ci sono  i medici,  gli infermieri e gli educatori, ma quelli li vedi dopo.

Si può entrare in quell’inferno per una sciocchezza.  La data di ingresso è certa, non lo è quella di uscita. Potrebbe non esserci, il tempo potrebbe dilatarsi e trasportare il paziente ( perchè è pur sempre di pazienti che parliamo) in una dimensione parallela.  Vale la discrezionalità, non esiste certezza di pena.

Oggi sono andato a recuperare un ragazzo che da un anno e mezzo è internato in uno di questi luoghi di perdizione. Motivo: rapina con pistola giocattolo sotto effetto di stupefacenti: Scopo:  acquistare una birra. Conseguenze perchè recidivo: OPG. Nessuna casa, non più famiglia, un altro fratello  ma in carcere. Eppure questo ragazzo era un chitarrista di talento. Quando lo vedo sulla porta sembra uno spaventapasseri. Pochi capelli, occhi spenti, viso e corpo gonfio  per i farmaci. Una terapia pesante che spezza la volontà e il desiderio. Poche parole farfugliate tra un bisbiglio incomprensibile e un sonno chimico che lo spegne.

In  macchina, in silenzio, come le quattro borse al seguito. Apre gli occhi in mezzo al verde e al sole. Giriamo pagina che sa di dolore e proviamo a riprenderci la vita.

Alle porte dell’infernoultima modifica: 2012-09-24T21:56:00+02:00da sandcreek12
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