Catania e l’Italia

casta, monti, berlusconi, impresa, italia,catania,grillo Siamo tutti preoccupati. Pulvirenti fa la voce grossa contro gli arbitri che “ingenuamente” non considerano un fuorigioco juventino, e da questa azione nasce il goal, mentre lo negano considerandolo in fuorigioco al Catania.  Sudditanza, dominanza, mattanza…paranza. Siamo preoccupati, eccome! I giornali del lunedì sono una girandola di ipotesi. Va da sè che passa in secondo piano tutto il resto.

Berlusconi cerca lo strappo da Monti e divide colombe e falchi. Nei falchi abbiamo due aquile, ( non nel senso culturale), abbiamo la Santanchè milionaire e la Mussolini eia eia. Non capiscono una beatissima fava di politica, ma parlano parlano e annoiano. Però stanno con Silvio. Tra le colombe troviamo l’Alemanno romano che come Sindaco ha avuto grande successo tra familiari  e parenti. Non capisce un’acca di politica, ma sta con Monti.

Monti ha risanato l’Italia? casta, monti, berlusconi, impresa, italia,catania,grillo Non sembra proprio, se leggiamo quello che scrive la Stampa. Se l’Impresa Italia operasse all’estero le aziende avrebbero una redditività tre volte superiore Gli stipendi medi per lavoratore sarebbero superiori da un minimo di 27% della Francia ad un massimo di 56% dell’Olanda e Danimarca.  Abbiamo il costo dell’energia massimo e questo fa fuggire  gli investimenti. Lo stesso per la benzina. Una burocrazia che schiaccia l’impresa, un credito bancario con il contagocce, una tassazione alle stelle. Monti ha risanato l’Italia? 

In Sicilia sembra che il primo partito sia il Movimento 5 Stelle. E’ la rivincita del Catania. Un 3-0 secco a tavolino.

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Un trasloco

vendo-casa-bottone-232x300.jpg Domani sarà il D-day, il giorno più lungo per i miei figli, per mia moglie. Dopo 17 anni abbandoniamo questa casa. E’ stata venduta. Per me ogni giorno, ormai da mesi, è il giorno più lungo. Ho vissuto in questa casa per 57 anni, oggi volto pagina. Lasciamo il campo base per altra destinazione. Giusta, sbagliata? Non so.

Tommy ha quattro anni e mi chiede se può portare con sè i suoi giochi, e intanto avvolge con 100 metri di adesivo una piccola scatola colma di eroi e alieni. Ogni tanto si ferma a consolare la mamma…” ma tanto questa casa non mi piace più…” e sorride debolmente.

Elena, la maggiore delle figlie non può mai fermarsi a casa per aiutare a fare pacchi: impegni precedentemente assunti la trattengono altrove. Ma poi ci ripensa, rimane ( anche perchè una interrogazione di matematica incombe).

Margherita è serena ( almeno in apparenza), prepara, divide e inscalato centomila cose… davvero centomila. Lei ha il dono di conservare tutto, da vecchissime bambole rotte a peluche del paleolitico, dalle sorprese pasquali ai quaderni di prima elementare. Sta prenotando un TIR solo per il trasporto dei suoi effetti personali.

Giovanna, è molto provata. Ogni giorno vorrebbe tornare indietro, svegliarsi e scoprire che è stato un brutto sogno. Ma poi, come in una catena di montaggio, il nastro corrre e bisogna fare in fretta. Allora le scatole aumentano a vista d’occhio e coprono ormai tutti i passaggi.   Proviamo a muoverci arrampicando.

Sto in panchina e osservo questo movimento  frenetico che domani finirà. Nuova casa,  nuovi vicini, aspettative nuove, nuovi stimoli, nuove sfide. images?q=tbn:ANd9GcQpPvDt4yY9Sff3xJiUmmxSo50sNFU2NN1zDkYV6vIImUBDV7XZ  La vita, nonostante un trasloco,  è una cosa meragliosa.

Savona, carbone e politici

La storia di Savona è legata al carbone. Poco meno di 100 anni fa maestranze e ingegneri ( diversi solo per cultura e  retribuzione non per ingegno) avevano messo in atto una impresa incredibile. images?q=tbn:ANd9GcTc7S7GGGo3Ncg6TKlDgZYk7K7y8iXi1g9-ZdhXdMZbFh90tVb9cQTrasportare il carbone, che arrivava al porto con le Carbonine, all’Italiana Coke di Bragno, mediante funivia. Vagonetti contenenti 1000 kg di carbone viaggiavano su due    linee per entrambi i sensi di marcia, dal mare ai monti e ritorno. Geniale e innovativo, con impatto ambientale e inquinamento terrificante. Queste tonnellate di carbone non coperte si vedevano avanzare lente e traballanti mentre  distribuivano parte del contenuto sulla città e sulla campagna. Edifici anneriti, prati grigi, alberi rinsecchiti erano la norma. Nessuno- raccontano i vecchi- ci faceva caso, tutti erano orgogliosi di questo strumento. E quando il carico arrivava a destinazione veniva scaricato in autentici “parchi carbone”.PC_Immagine_Primopiano.jpg Quella della dispersione di polveri di carbone è stata sempre una problematica  sottovalutata da molti, ma il cui peso ambientale non è trascurabile. Oltre a sostanze radioattive come polonio e piombo 210, le polveri di carbone sono composte soprattutto da arsenico, nickel, berillio e mercurio.

Qualche volte le scuole portavano gli alunni a vedere i vagonetti e le stazioni intermedie. Intanto le case costruite sotto quegli impianti dovevano usare detersivi speciali per lavare  lenzuola e biancheria, ma il nero delle polveri persisteva. Erano altri tempi, nessuno correlava gli effetti del carbone con la malattia.

Oggi i vagonetti sono un ricordo. Non  funzionano più. Sono parte di una società che sembra non sia mai esistita e invece esiste eccome, e si ricicla. Da 40 anni  la centrale termoelettrica a carbone inquina come e più della vecchia funivia.. Bene, allora si elimina. No, si potenzia!  images?q=tbn:ANd9GcTaHedq39TzKva5bbzY2uCSz3jD6yeHjxTBfigdc-tQ6otGxaB0 E’ una centrale, che spande fumo e polveri sopra la città per un raggio di decine di km. Paradosso dei paradossi. Sotto la centrale esiste una struttura per anziani e disabili di 270 unità. Si presuppone che l’aria respirata dagli ospiti  sia pressapoco questa: images?q=tbn:ANd9GcT64B3VULePENfWOrHY0CpceVjzZ_Eu2lCc2JMyIXOtiiDGpdsxeQ

Non si poteva scegliere una locazione migliore.

La centrale da 40 anni brucia fino a 5000 tonnellate di carbone al giorno. Ora verrà aggiunta una nuova unità da 460 MW e il consumo di carbone raddoppierà.

La gente ha deciso di dire basta, sventolando gli studi sugli effetti delle centrali a carbone. A diffonderli non sono fanatici, ma gli esperti dell’Ordine dei Medici. I dati annuali sulla mortalità maschile per tumore ai polmoni su 100.000 abitanti parlano di 54 decessi in Italia, 97 a Savona e 112 a Vado Ligure.Non esistono studi significativi che dimostrino il rapporto tra le morti per tumore, ictus, infarti e la centrale. Ci voleva la Procura, guidata da Francantonio Granero, che ha incaricato esperti  e ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo (a carico di ignoti).

Anche la Diocesi  si schiera contro la centrale di Vado. Il Letimbro, il mensile della Diocesi di Savona-Noli si schiera contro l’uso del carbone alla centrale Tirreno-Power di Vado Ligure, dopo il rilascio dell’Aia. Il direttore del giornale diocesano don Angelo Magnano nel suo editoriale sottolinea che ”il carbone per la produzione di energia elettrica certamente non piace, per le nefaste conseguenze – comprovate da studi dell’Unione Europea e di molti autorevoli scienziati – che tale combustibile ha sulla salute dei cittadini”. Secondo Magnano ”la via della metanizzazione dell’impianto di Vado, sostenuta con forza anche dall’Ordine dei Medici, sarebbe stata anche  una buona soluzione di compromesso per conciliare salute e lavoro.

Anche Beppe Grillo si scaglia contro la centrale di  Vado e contro i politici savonesi del Pd  che non hanno preso nessuna posizione. ” default.jpg
“Recentemente si è scoperto che la centrale a carbone ‘controllata’ dal tesserato numero 1 del Partito Democratico De Benedetti ha tenuto nascosti per 6 anni alla cittadinanza gli inquietanti dati sull’inquinamento ambientale di Savona, con valori elevatissimi, mai riscontrati in Italia! Chi è il fassissta?
Il PD non ha speso una parola di sdegno sull’occultamento alla cittadinanza da parte di Tirreno Power dei dati di grave inquinamento del territorio. Chi è il fassissta?
Il PD vuole nuovi gruppi a carbone di maggiore potenza, che dureranno per altri 50 anni, nonostante la contrarietà di 18 comuni e della popolazione. Chi è il fassissta?
A Savona ci sono state 2.664 morti premature in più in 16 anni; se in Italia (ogni anno su 100.000 abitanti) muoiono 7 donne per tumore ai polmoni, a Noli ne muoiono ben 36. Più di 5 volte tanto. E il PD non ha mai voluto dare una probabile spiegazione del perché.tumore5.jpg
Chi è il fassissta?

Ormai non è più tempo di parole. BISOGNA AGIRE

Rottamazione e pazienza

 images?q=tbn:ANd9GcSpI-NXbeRl7vmKeKpHuyEzapLNjmItjr8WpApdLyzeMXk_6SK8 Leggo  dai  giornali:

Santanchè “rottama” PDL in rivolta

Renzi:rottamazione finita, ora parliamo di programma

Piemonte, un buco da 900 milioni

Polverini: shopping con l’auto blu contromano

La politica è in rottamazione, così come gli uomini che la praticano. Oggi è un’arte malsana che alimenta rabbia e crea disastri. Quando si comprime senza ritegno la  working class prima o poi avverrà un esplosione. Quando le masse apriranno gli occhi sarà violenza, distruzione, morte. La Grecia è d’esempio.

Atene: esplode la rabbia anti-troika

Grecia: decine di migliaia in piazza contro l’austerità

Scontri ad Atene: un morto.

Mi chiedo quanto tempo dovremo aspettare ancora per dare sfogo alla nostra sete di giustizia. “Quousque tandem abutere patientia nostra”…images?q=tbn:ANd9GcRozeqdfcbPbE7cA7vPDccic_DiL8ZnsUB7HQE4awrZSH-NtzbCPw

 


Comunità e società

images?q=tbn:ANd9GcQfKC1E91RbH-AzM8ewdeXBFm76WWLFiq--79JyBIPOJrcbx9kQJA Sono stato ospite di una Comunità Evangelica del basso Piemonte.
Una comunità terapeutica, cioè una struttura che aiuta i tossicodipendenti a vivere senza l’aiuto della sostanza.
Avevo necessità di parlare con un ragazzo che era stato inserito da circa quattro mesi e che stava seguendo un cammino di conversione. Parola difficile, strana, inusuale per un problema come la tossicodipendenza. Ma altrettanto incomprensibile per questa società.
A partire dal Nuovo Testamento e nella Tradizione, la conversione  è vista come un cambiamento images?q=tbn:ANd9GcTXNlt8t4jv1Xc-BOmfJHJvlxEOQevyW3_hJ6ank50rBzZTnQOtDQmorale che riporta a Dio e alla vera religione: ciò può accadere sia per i credenti che per i non cristiani.
La Comunità evangelica mette in atto questo insegnamento, e lo applica anche nel percorso di liberazione dalla droga.  La sensazione che si respira entrando in quella casa è di serenità e di pace.
Sembra fuori dal mondo di oggi. Si lascia alle spalle le pretese e le contese che ogni giorno avvelenano i nostri rapporti con gli altri. Non avverto invidia, gelosia, desiderio di potere.
La vita all’interno della Comunità, mi racconta Marco, ha tempi precisi e semplici:
preghiera e meditazione sui passi biblici, lavoro, pasti in comune, tempo libero e riposo.
Così strutturata sembra uguale a molte altre comunità, ed è vero, ma la lettura e la meditazione biblica sono la peculiarità di quel posto. Ogni cosa trova la sua giusta dimensione, il suo equilibrio. Cambiano i rapporti tra le persone, cambia il rapporto individuale con l’Eterno, cambiano le aspettative.
Come uomo di questo mondo sento la necessità di un cambiamento, lo cerco da tempo, aspettando quel famoso “centro di gravità permanente” che dia un senso a tutte le cose.
Forse vivere il rapporto con i fratelli in modo semplice rispettando la legge di Dio e il suo primo comandamento: “ama il prossimo tuo come te stesso” non sarà il primo passo per una conversione reale, per avere “una vita piena su questa terra e la vita eterna”?

L’avere immagine dell’essere

images?q=tbn:ANd9GcTYaY33Jq1wbGEOGtbZucOe_zNkRa0eqCdd9BBnfKVxW61nhvSKXg Oggi Kundera avrebbe intitolato il suo libro così. L’avere è sinonimo dell’essere, la leggerezza dell’avere corrisponde al non essere, all’ essere fluttuante, emarginato, sconosciuto,senza coordinate, privo di punti di riferimento. La società  attuale considera l’avere come requisito fondamentale del poter essere.  Avere prima di tutto denaro, molto denaro. Avere successo, sapersi imporre, saper gestire la maggioranza, usarla per i propri scopi. Avere beni di consumo primari, ma soprattutto secondari, icone dello status, avere donne/uomini. La società del possedere non lascia spazio agli ultimi. Non lascia spazio alla sensibilità, alla poesia del quotidiano, alla famiglia intesa non come monade ma come gruppo aperto sul mondo.

L’avere sprona alla guerra, alle conquiste, al possesso incondizionato, in campo pubblico come nel privato. L’avere allontana i fratelli e crea alleanze perverse tra nemici nella lotta contro ex amici. L’avere corrompe, costringe, violenta, uccide. images?q=tbn:ANd9GcRS0zCNN_7N5fu_meK-wm-0VGR_fD3aOHaQ8uuy8dEuGdQlnEjG

L’avere ha creato una classe politica dirigente senza scrupoli, senza anima. Ha benedetto l’avidità come qualità di comando e considerata inidonea la generosità. Ha amplificato il rumore del ricco e spento l’urlo del povero. Ha considerato lecito il sopruso e l’ingiustizia  e ha condannato la reazione ad esso. Ha legittimato la violenza  socioeconomica, giustificandola come scelta politica.  Ha confuso  il diritto  con la  concessione di  favori, ha dimenticato i doveri dei grandi e sottolineato  quelli degli ultimi.

L’avere ha contrabbandato la pubblicità come cultura, la notizia di parte come libera informazione, l’insulto come satira, l’assenza di idee come ironia.

Che cosa insegnerò ai miei figli, per non costringerli ad una sorta di devianza, e non dover comunque sottostare ad un condizionamento  come quello attuale? Nulla, se non che la sconfitta dell’avere passa solo e soltanto attraverso  una rivalutazione globale e totale dell’essere.

Cultura e ingiustizia

images?q=tbn:ANd9GcSHzhE1NFQI_QT5SDT2uUpZsmOTmEN9u9ugIWWSOt6Uwp9z-alcAQ Non so perchè ma la lezione sulla cultura, che sento  ripetere da  mia figlia, mi mette di pessimo umore.  Cultura come l’insieme di norme, tradizioni, usi e costumi di un popolo. Cultura come la coscienza collettiva di Durkheim, come il Totem per i Pellerossa. Cultura come l’aggregato sociale naturale che permette la formazione del bambino e indica la strada all’adulto. Cultura come massa storica in divenire, come  strada per un popolo.  Allora perchè mi sembra di non appartenere a nessuna cultura?  Perchè ogni volta che sento parlare di cultura penso ad un inganno, ad un modo sottile usato dal forte per ingannare il debole?

Il bambino di Padova trascinato a forza dalla Polizia, l’affermazione violenta di un potere usato contro giovani dimostranti nella caserma Diaz di Genova, i traffici impuniti dei colletti bianchi, il Patto di stabilità che si appresta a varare il governo Monti  a tutto vantaggio dell’alta borghesia e della maledetta Casta, il vitalizio ai politici, quindici detenuti in una stessa cella da quattro metri x quattro, 4 euro un kilo di pane… non è cultura. 

  Questa ingiustizia alimenta  sottoculture devianti. Con buona pace delle norme  e di chi pensa che norme severe favoriscano  culture migliori. Più l’ingiustizia cresce più la devianza si perfeziona e si rafforza. La carriera delinquenziale è un gioco  al massacro senza fine. images?q=tbn:ANd9GcTlvQWTf_CM4qEeALxgmlJ0xkr_vkCOoE-faQ6emZUNO-BNg5FuBA

 

Camminare in libertà

Avete mai visto come camminano i detenuti durante l’ora d’aria? A gruppi di due, tre,  soli, ma  sempre nello stesso modo.  Misurano lo spazio con passi veloci e meccanici, come dei manichini che si muovono ritmicamente.  Sembra esserci un rapporto tra rapidità dei passi e libertà: più sono rapidi questi, maggiore è la libertà che si conquista. Non importa se “quel momento di aria” finisce. In quell’attimo sono, si sentono liberi. E allora su e giù come in una immaginaria maratona, a macinare chilometri su un  ‘asfalto, che non misura più di venti metri di lunghezza.  In silenzio o parlando, ma sempre rispettando la cadenza dell’andatura.

regina-coeli26.jpg Ho visto giovani e adulti in tutto diversi ad eccezione dei “passeggi” nei momento di aria: tutti svolgono la stessa liturgia,  lo stesso rituale veloce e essenziale, gli stessi passi ripetuti senza sosta, fino ad un improvviso stop. Allora ognuno ritornava ad essere il diverso dall’altro. L’omicida, il ladro, il tossicodipendente, si differenziano per poi ritornare ancora uguali  nella prossima ora d’aria. Questa fame di libertà sembra momentaneamente placarsi   camminando, camminando.

Dietro queste sbarre,  mentre aspetto di portare a termine il mio  lavoro, non mi sono mai sentito così libero. Quando mi lascerò questo portone alle spalle devo ricordarmi di camminare lentamente.