Camminare in libertà

Avete mai visto come camminano i detenuti durante l’ora d’aria? A gruppi di due, tre,  soli, ma  sempre nello stesso modo.  Misurano lo spazio con passi veloci e meccanici, come dei manichini che si muovono ritmicamente.  Sembra esserci un rapporto tra rapidità dei passi e libertà: più sono rapidi questi, maggiore è la libertà che si conquista. Non importa se “quel momento di aria” finisce. In quell’attimo sono, si sentono liberi. E allora su e giù come in una immaginaria maratona, a macinare chilometri su un  ‘asfalto, che non misura più di venti metri di lunghezza.  In silenzio o parlando, ma sempre rispettando la cadenza dell’andatura.

regina-coeli26.jpg Ho visto giovani e adulti in tutto diversi ad eccezione dei “passeggi” nei momento di aria: tutti svolgono la stessa liturgia,  lo stesso rituale veloce e essenziale, gli stessi passi ripetuti senza sosta, fino ad un improvviso stop. Allora ognuno ritornava ad essere il diverso dall’altro. L’omicida, il ladro, il tossicodipendente, si differenziano per poi ritornare ancora uguali  nella prossima ora d’aria. Questa fame di libertà sembra momentaneamente placarsi   camminando, camminando.

Dietro queste sbarre,  mentre aspetto di portare a termine il mio  lavoro, non mi sono mai sentito così libero. Quando mi lascerò questo portone alle spalle devo ricordarmi di camminare lentamente.

Camminare in libertàultima modifica: 2012-10-16T00:05:00+02:00da sandcreek12
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