Età e dubbi

 

età,dubbi Gli anni portano saggezza, si dice, e serenità. Quasi mai questa affermazione risponde al vero. Gli anni aumentano gli interrogativi, i dubbi. Forse saggezza significa essere consapevoli di non avere certezze, e non accontentarsi mai delle teorie preconfezionate, ma cercare, cercare, come Diogene, la verità. Ma la serenità? Che cosa è la serenità se non un soffio divino che attraversa il tuo cervello e i tuoi sensi e per un attimo intravvedi il paradiso. Uno sfarfallio, un battito di ali lievi e silenziose che ti fa volare lontano. Con gli anni questo sfarfallio si nasconde e raramente appare. Ma quando avviene, nonostante i dubbi, il mondo diventa bellisimo.

Lettera alle mie figlie

 Cara Elena e Margherita,

 images?q=tbn:ANd9GcT9q8U2hU9aCvfU6QfVRh7KsmCV-B1Qj2MvgROS9n3eel_ZlTpPFw questo foglio arrivo da un mondo lontano, da un paese che forse non esiste più,  da un cimitero per elefanti. Chi ci abita è un fossile, tagliato fuori dalle dinamiche moderne e giovanili e dunque difficilmente potrà essere preso sul serio. Probabilmente susciterà un sorriso e poi lo scritto  verrà dimenticato.Ma a me piace lo stesso dire quello che penso, e poi  avete aspettato nove mesi per nascere aspettate solo due minuti per giudicare.

Dunque vengo da un tempo lontano,  quando tutta la famiglia sedeva a tavola insieme, i piccoli vicino ai grandi e ai vecchi. Tre generazioni: molta pasta, minestra, molta verdura e poca carne ( non per moda ma perché la prima costava poco la seconda molto), latte e pane, meraviglioso delizioso  e sacro pane.images?q=tbn:ANd9GcQQdwFcURasHCnIsT6N4aoOVPNhmzN1APVB2Wf7y5oxnw1o28Ui

Il pasto era un momento di condivisione, un riassunto allegro della giornata, con molto spazio per gli adulti e poco per i bambini. Ma era così per tutti. “Stai composto, tieni su la mano!  Non parlare a bocca piena! Aspetta!…”Sono cresciuto convinto che il mondo fosse così, ed era così. Famiglia era ritrovarsi a tavola, parlare, scherzare, raccontarsi, ascoltare.

Con gli anni le persone della famiglia sono scomparse. Meno piatti ma gli stessi ricordi, la stessa loro allegria.

Su quella tavola ogni cosa veniva utilizzata, niente era oggetto di spreco. E tutti avevano la stessa alimentazione. Unica spesa unico pasto. Ricordo con stupore   images?q=tbn:ANd9GcSLDo6eK3jJA0_80OC02wETuR4rjfPuGuvLjjYv28dJ8-1gkh-uWAl’Idrolitina, una specie di acqua minerale fatta in casa con l’aggiunta di sali. Ricordo la prima volta che ho mangiato la focaccia, la prima volta che ho mangiato il gelato, il salame, il prosciutto. Alimenti nuovi significavano feste, ricorrenze, date speciali.

I tempi cambiano e tutti si abituano al meglio arrivando dal peggio. E tutto sembra che sempre sia stato così. E migliorare il proprio tenore di vita è bello a condizione che non si dimentichi quello precedente.

 Figlie mie carissime, voi siete nate in un periodo di abbondanza. Limitata abbondanza per quanto riguarda la nostra famiglia, ma pur sempre nella serenità di poter fare un po’ tutte le cose che desideravate.  Siete splendide quando penso al passato: un tempo di allegria e di gioia,  mano nella mano con noi su una strada semplice e felice.  La vostra presenza ha reso la nostra vita importante.    Ma i tempi cambiano.images?q=tbn:ANd9GcRlCJn25tabl9WhYIaAbMheafewNxN2lPazd8yH2SDGUWsAd7Cp1w  L’adolescenza è il paese del tutto possibile e del tutto vero. Cambiano i giochi e gli amici, cambiano gli insegnanti e i libri. Scendete, ( o salite) in  una cultura del muro contro muro,  del “so tutto io e gli altri un cazzo”. Gli altri siamo noi, genitori, madri, padri. Gli altri vengono da quel cimitero di elefanti. Sono ritrovati bellici in esposizione, macchine arrugginite, meteoriti venuti da altrove.   Ascoltate musica che per noi è un incubo. E mentre sogno Bach, ascolto, mio malgrado, Fabri Fiba ed Emis Killa.  E il basso mi devasta.

 Sono stato studente per tanto tempo e lo studio alla fine mi ha preso. Amo studiare, sapere, conoscere. Ma l’ho capito troppo tardi.  Bisogna studiare quando sei giovane, non quando il cervello ha perso un numero imprecisato di neuroni. Studiare per sè, studiare per crescere, studiare per migliorare la propria vita e il mondo. Studiare per cercare la propria strada e il proprio futuro. images?q=tbn:ANd9GcQJDbmHCoLA4CD9QYPfH3DtAH0lXdL9GL9iFOg8dMU97wPCYtemeg E studiare tanto, di tutto,  uno studio “matto e disperatissimo”, con rabbia, con gioia, sapendo che una goccia del vostro sapere oggi è un dollaro investito al 300% domani.Non smettere di studiare, non accontentarsi mai. Non averne mai abbastanza, provare l’ebbrezza della indigestione da studio.

Questo i Professori non velo dicono mica. Loro vi chiedono di studiare per ripetere, ma voi dovete fotterli, perché ripetere non è studiare, anche il pappagallo della zia ripete se è stimolato un po’. Voi non siete pappagalli.  Le vostre opportunità non sono per nascita, per reddito o per conoscenze: no, voi possedete un’unica opportunità, voi stesse. Investite su di voi, chiedete il massimo dallo studio e anche di più.

Badate al sodo, eliminate il superfluo. Non paga,  per la vostra crescita personale, e vi distoglie dalle cose importanti. Fate scelte anche difficili, anche non condivise, e seguitele. Chiarite a voi stesse e agli altri il perchè di queste decisioni e non fermatevi alle prime difficoltà e davanti alle critiche. Rivendicate la vostra idea e difendetela ad ogni costo.

E non dimenticate mai il povero e il debole. E Dio che è sopra ogni cosa e  ogni tempo.

 

 

 

 

 

 

Tra la pietà e l’ipocrisia

67898.jpg E’ di ieri la notizia di un suicidio in diretta, trasmesso per errore dalla emittente americana Fox News.  L’anchorman cerca di bloccare il filmato, poi chiede scusa. Segue dibattito sulla violenza in TV,  e bla bla bla. Ipocrisia pura. La Tv vive di violenza, dai cartoni animati alla pubblicità, dalle fictions ai film d’autore, dai dibattiti politici ai talk show serali. Insomma smettiamola di predicare bene e agire sempre male.

Su un settimanale è apparso un video shock. 

 Un uomo, Francesco, di 59 anni, maestro, nel 2009 ha subito un TSO. sembra per alcuni comportamenti bizzarri alla guida di un autoveicolo.  Trasportato in  reparto psichiatrico all’ Ospedale di Vallo di Lucania, è stato messo in contenzione per 4 giorni, legato cioè ad un lettino, e dimenticato. Naturalmente il paziente è morto. Ho consultato la cartina geografica, scoprendo  con sgomento che Vallo di Lucania non è in Cina, in Pakistan, o in qualche sperduta ex repubblica sovietica. No, Vallo di Lucania è nella cattolicissima Italia, a 200 km dalla sede papale. Poi leggo un commento di uno psichiatra (?) che riferisce come il letto di contenzione sia una buona pratica, quando il farmaco non produce gli effetti dovuti. Allora penso che il dottor Mengele vive ancora e lavora in ospedale.

Last but not least. images?q=tbn:ANd9GcR3xb7V7LL3dM-8cjxgRZu2Eiy9g2mCvCB2clJNXqmQqGotPVzFaw E’notizia di ieri che Gheddafi sia stato giustiziato da uno 007 francese. Motivo: tappare la bocca al Raiss perchè  non  venissero alla luce  i segreti tra il dittatore libico  e il pagliaccio d’oltralpe. Che dire? La grandeur non è acqua e non si smentisce mai.

Non è la morte che conta, ma la notizia.

Bikini e politica

Chi si beve la Minetti?

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quattro possibilità:

-il più bel baffo del Pirellone

-il più cazzone del Pirellone

-D’Alema travestito da Berlusconi

                     -Berlusconi travestito da se stesso con più capelli e meno anni

La signora Minetti non finisce mai di stupire.  L’avevamo lasciata in compania di una marocchina, figlia di Mubarak, una Pippi Calzelunghe in sottoveste e tacchi a spillo, tal Ruby da Voghera. L’avevamo quasi dimenticata dopo la caduta del Sultano e del suo harem, ed ecco che si presenta sulla passerella e sfila in bikini suscitando ammirazione e stupore, e  tra i ben pensanti di ogni colore politico una certa stizza mal celata. E a ragione, perchè dalle foto mostra ogni suo più alto intendimento 20120923_9493_minetti1.jpgpolitico  e sociale.  Ma poi ce la troviamo in Consiglio a Milano, senza essere annunciata, e anzi considerata assente. Forse una trovata ad effetto per essere guardata, ammirata in un casto tailleur.

Di lei possiamo dire ogni cosa. Delle sue capacità  odontotecniche conosciamo poco, ma è forse l’unica cosa che non è chiara.

Per il resto è tutto sotto la luce del sole. Ma proprio tutto. 

Mentre una Polverini scende una Minetti sale.

Alle porte dell’inferno

Sono sicuro che nessuno di voi è mai stato in OPG. Sono sicuro, perchè a quei pochi che leggono questi post non è mai toccato in sorte un simile destino. Destino, disavventura, maledizione. tragedia, chiamatela come volete, tanto nessun sostantivo esprime perfettamente il concetto di Ospedale Psichiatrico Giudiziario. E’ un ospedale con le sbarre, le celle e le Guardie, ed è la prima cosa che incontri quando varchi quella soglia. Poi ci sono  i medici,  gli infermieri e gli educatori, ma quelli li vedi dopo.

Si può entrare in quell’inferno per una sciocchezza.  La data di ingresso è certa, non lo è quella di uscita. Potrebbe non esserci, il tempo potrebbe dilatarsi e trasportare il paziente ( perchè è pur sempre di pazienti che parliamo) in una dimensione parallela.  Vale la discrezionalità, non esiste certezza di pena.

Oggi sono andato a recuperare un ragazzo che da un anno e mezzo è internato in uno di questi luoghi di perdizione. Motivo: rapina con pistola giocattolo sotto effetto di stupefacenti: Scopo:  acquistare una birra. Conseguenze perchè recidivo: OPG. Nessuna casa, non più famiglia, un altro fratello  ma in carcere. Eppure questo ragazzo era un chitarrista di talento. Quando lo vedo sulla porta sembra uno spaventapasseri. Pochi capelli, occhi spenti, viso e corpo gonfio  per i farmaci. Una terapia pesante che spezza la volontà e il desiderio. Poche parole farfugliate tra un bisbiglio incomprensibile e un sonno chimico che lo spegne.

In  macchina, in silenzio, come le quattro borse al seguito. Apre gli occhi in mezzo al verde e al sole. Giriamo pagina che sa di dolore e proviamo a riprenderci la vita.