Dal Tevere al Po

Antefatto primo. La politica è una cosa sporca, fatta da uomini sporchi, quasi esclusivamente per arrecare a sè guadagno e potere.
Antefatto secondo. Dalle ceneri della prima Repubblica sono nati decine di partiti risonanti i vecchi gruppi, ma con una mescolanza, un meticciamento, una confusione di idee tali per cui il passaggio dal centro alla destra, dalla sinistra al centro, dalla destra alla sinistra è divenuto un processo reversibile e continuativo.
Antefatto ultimo. L’uomo è naturalmente migliorabile e perfettibile, il politico è naturalmente deteriorabile e incapace di  imparare dagli errori, meglio, impara ad affinare l’errore.
Fatto. Un oscuro buttafuori di Genova, legato all’Endrangheta entra nello staff di Berlusconi e diventa portaborse dell’allora Ministro della Giustizia Biondi. Millanta due lauree, a Londra e a Malta, con votazione e data di conseguimento sconosciute.
Diventa, con un salto acrobatico, Tesoriere della Lega e investe in paesi stranieri come la Tanzania, sempre al limite della legalità, sempre dribblando con disinvoltura la legge e le norme antiriciclo.
Mazzette che girano per l’Italia  finiscono anche, sembra, nelle tasche della famiglia Bossi. Qualcosa serve per ristrutturare la Villa di famiglia a Gemonio. Intanto l’ex buttafuori genovese gira in Porsche Cayenna (roba da 100.000 euro).
Oggi il destino di Belsito sembra segnato: si è dimesso da Cassiere della Lega e forse non troverà

Oggi il destino di Belsito sembra segnato: si è dimesso da Cassiere della Lega e forse non troverà nemmeno un posto da cassiere in un cinema.
Prima domanda: ma Roma è sempre ladrona?
Seconda domanda: tutti conoscevano da almeno dieci anni la vita e le opere di Belsito, i suoi trascorsi e le sue amicizie. Perchè solo adesso esplode lo scandalo?
Terza domanda: sul mercato della delinquenza non era possibile scovare una personaggio meno vistosamente ladro ( anche l’occhio vuole la sua parte) con qualche grano di cervello in più e qualche chilo in meno?
Riflessione fuori luogo. Essere in opposizione con Alienix è fortemente pericoloso. Il Senatur ha i giorni contati, la vendetta di Monti9000 è servita. La fine della Lega sembra prossima e con lei la fine di un equivoco politico, fatto di canotte, ampolle, secessione e ruberie. Ma la guerra è appena cominciata.

 

 

La nuova matematica

Ma un Economista come super Mario conosce la matematica? E’ domanda retorica, impertinente, fuori luogo? Nemmeno tanto. Proviamo a fare due conti, magari utilizzando le dita invece che la calcolatrice. Crollano i consumi perchè la maggioranza degli italiani diventa più povera, cioè con sempre meno risorse economiche. Crollano gli obiettivi di acquisti a lungo termine ( casa ad esempio) perchè le banche non concedono  finanziamenti senza un reddito fisso. I giovani rinunciano ad una famiglia per l’incapacità a mantenerla. Non esiste un turn-over nel lavoro perchè le pensioni si allontanano nel tempo. Esiste invece  un nuovo art.18 che consente il licenziamento e le 15 mensilità di copertura provvisoria della disoccupazione. La benzina cresce ogni giorno, l’inflazione cresce ogni ora, le tasse crescono ogni minuto.
Monti e Napolitano ribadiscono che la strada intrapresa è strada virtuosa per migliorare i conti pubblici. O sono in malaffede o sono completamente ciechi. Anche l’ultima casalinga di Voghera sa che se mancano i soldi non si può fare la spesa, non si può mangiare e non si sopravvive. Titolava un articolo di Mentecritica “Impariamo a rubare oggi ci servirà domani”.
Ma perchè, citando ancora Mentecritica, dopo aver minacciato la liberalizzazione dei taxi e delle farmacie,  e aver fatto marcia indietro, “dopo aver provocato il panico tra i notai che per riprendersi sono stati costretti a cambiare il panfilo e passare a un cinquanta metri, dopo aver promesso di ridurre i costi della politica concretizzando la manovra nel riciclo di due auto di servizio, dopo aver minacciato di esigere l’IMU dai vescovi ed essersi rifugiato in un fumoso non sequitur”, dopo aver pensato di esigere fondi per le frequenze televisive ( ma il pensiero è rimasto pensiero), oggi quell’alieno di Monti bussa alla nostra porta per portarci la buona novella del “Cresci italia”?
Ma Vaffa… Monti!

Via,via,vieni via di qui

 Monti ha venduto la classe dei lavoratori agli imprenditori. E per pochi denari. Mi ricorda un certo Giuda di 2000 anni fa. Ritoccare l’art.18 significa licenziamenti facili facili.  Anche questo, come la riforma delle pensioni significa aiutare la generazione dei giovani? Colpevoli, insieme con lui, sono quei  ritardati del Pd, Bersani e Letta in primis.
Leggiamo alcuni commenti estratti dalla Unità:
Grazie compagno bersy per quello che fai per noi… ti ripagheremo con gli interessi alle urne», scrive Gianni. «Vergognatevi, siete gli artefici di questa macelleria sociale. Non dite più che lo fate per i nostri figli, non siete degni di dire questa parola avete massacrato anche i padri», dice Pierluigi. «Vergogna», scandisce Diego. «Traditori», rincara Luca. «Non vi voterò mai più», assicura Giovanni. E la pensa così anche Gianni: «Io ho sempre votato Pd ma questa volta se l’articolo 18 verrà modificato no». Duro anche Fabrizio: «Il mio voto lo hai perso…parole soltanto parole la casta unita contro noi lavoratori…vergogna…».
C’è chi se la prende anche con il vicesegretario. «Il fascista Enrico Letta ha già dato il consenso preventivo alla nuova porcata di Monti sponsorizzata da Napolitano», commenta Walter.

Per la verità questa riforma del lavoro è una porcheria degna del più bieco berlusconismo. Drammatico pensare che dopo venti anni di diavolerie del PdL anche la cultura della base è cambiata. Abbiamo quasi vergogna, una sorta di pudore a dire che questo Governo lavora per far pagare il costo della crisi ai lavoratori. Sembra che anche solo pensarlo non sia “politically correct” Così ci ritroviamo a fare i conti con stipendi sempre più poveri ( rispetto al potere di acquisto), con il miraggio di una pensione che si allontana negli anni, con il rischio di essere licenziati e senza tutela alcuna. Nessuno dei partiti in Parlamento sembra rendersene conto. Monti e la Fornero non sono umani. Procedono nel loro sporco lavoro e nessuno li ferma.

Voce fuori dal coro, la Camusso. Etichettata come incapace, “della vecchia guardia”, ” il mondo è cambiato e lei con cambia mai”, ammalata di protagonismo. Gli insulti velati si sprecano, quelli manifesti non si contano.
Vorrei fare un monumento alla Susanna, unica vera guerriera dalla parte dei lavoratori.
E vorrei che super Mario e Elsa faccia da gallina realizzassero un grande miracolo, quello di scomparire.

Silvio rimembri ancor

  E’ proprio il caso di ripeterlo… Silvio “rimembri ancor quel tempo di tua  vita mortale, quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi”…Erano tempi felici, era un grande girotondo, un grande festante carnevale, una ricreazione senza limiti. Loro, la casta, erano Dio in quell’eterna giovinezza, in quell’intreccio di sesso, malapolitica e loschi affari. Erano dei giocolieri dell’intrallazzo e del fai da te  giuridico. Avevano dell’inventiva, eccome, erano creativi e guasconi, ignoranti e incapaci, ma con l’animo dell’imprenditore che mette a posto tutte le cose con una battuta, una toccatina, un complimento.  Loro, la vecchia casta, erano una sola cosa con il tutto e il niente, capaci di dire e negare la stessa verità nello stesso tempo, e di sconfessare in TV quello che avevano appena dichiarato sui giornali. E poi sugli incontri di ogni  natura erano dei maestri, vecchi maestri rigenerati chimicamente che imponevano la loro bandiera soprattutto a quelle giovani generazioni ( femminili si intende), che crescevano nel culto del capo e del c.a.z.z.o. ( inteso come ottimo investimento sul medio termine).  E tutto era benedetto dal fuoco purificatore di una Chiesa a metà tra la santità e il commerciale, un do ut des che accontentava tutti, tra riti celtici padani e liturgie ad personam.

Ma la giovinezza non dura per sempre… carpe diem oggi, carpe diem domani.  Dopodomani no!  Tra una scopata e una litigata l’Italia affonda. Merkel sorride sorniona al suo compagno di banco Sarkozy, in questa scuola europea  di diversamente abili, parlando dell’amichetto italiano, sbruffoncello e bugiardo.  Silvio risentito chiama i suoi,  pensando di dare a tutti una lezione. Ma l’economia incombe, il debito pubblico è alle stelle, lo spread sale, sale, sale, mentre i consumi scendono.

Nel frattempo grande transumanza di politici verso lo schieramento di centro. Nel Pd si consuma l’ultimo residuo di sinistra e la fiammella di una  candela rossa si spegne. Re Giorgio chiama a raccolta tutti. Bisogna   scalzare Silvio e sostenere una coalizione di centro che rimetta a posto il paese. Non importa se bisogna fottere i lavoratori, i pensionati, le casalinghe, gli asili, la sanità, le pensioni, i cassaintegrati e giovani, il posto fisso o i senza posto. Bisogna dimostrare all’Europa che l’Italia non è  l’ultima.

Così sulla scena appare il dott.Monti (Goldmann Sacks per gli intimi) e la dott.ssa Fornero. Il primo diventa senatore a vita in meno di un quarto d’ora (alla faccia del  noioso posto fisso!) la seconda diventa la longa manus di Dio ( pardon di Monti) sulla previdenza.  E’ la  strage del 1952.    Plaude Emma della Conf, sorride il centro, abbozza il Pd. La triplice tenta un confronto. Ma è il nulla.  Poi tocca all’art.18. Il sindacato si oppone, ma Lei, sempre Lei, Elsa Fornero da vaffanzemolo ribatte che si andrà avanti ugualmente anche senza l’accordo con le parti sociali.  Esulta Marcia della Confindustria, sorride il centro, abbozza sorpreso il Pd. Loro, la nuova casta, se ne stracatafottono di tutto, dall’alto della loro onnipotenza, sputano decreti e leggi sul popolo, che è affamato, deluso, affranto e poi incazzato.  Loro, la nuova casta, vogliono risultati, non importa da chi e come. Vogliono risultati e basta. Il tutto come sempre con la benedizione di una Chiesa a metà tra il paradiso e l’inferno, tra una comunione mattutina e una santa messa pomeridiana. Nel frattempo 20 milioni di funerali.