Poesie 5 – 8

Perché rincorrere pensieri

Perché rincorrere pensieri inafferrabili e sottili

Cullati da ondivaghe ossessioni

Tra vacui frastuoni di ossa

E ritorti gambi di primule?

Soffermarsi in attenta visione

Di foto dall’incuria sbiadite

È già una scientifica mossa

Per lugubri maestri di scacchi.

Perché ritornare col tempo ad inutili moti dell’anima

Che portano noia,sbadiglio, indolenza?

Perché aggrapparsi a vite spazzate,

con la memoria rivestite di abiti sciatti e lisi?

Spiriti vinti dal mondo,

anime lacerate in sofferenze triviali

a stento conducevate buoi nella stalla,

come avete sospinto i vostri tramonti

verso la curva linea dell’orizzonte?

Ma non vedete

Ma non vedete come mi attraggono

Queste bocche di fuoco

E come in un turbine

Mi succhia questa gelida pece?

Chi mi aiuta a cercare in questo glaciale bollore

I miei sensi travolti da mostri maculati,

aquile deformi, fiere distruttrici delle mie volontà imbelli

che passo passo cercano con rabbia la loro fronte?

Le ho sentite sgomitare fino a scomparire

In un labirinto di ruvide

E bislunghe pareti

In uno stillicidio di soffi d’aria scrosciante.

Pioggia che brilla eterea, ritmica, gradita.

Salire tratturi di montagna

Impervi come una scala per il cielo

E vaneggiamenti di dolore nel profondo

Del mio frivolo soffrire.

Come quel fuoco,

come quella pece,

come quel rigido bollore.

Come quella pioggia che stilla sottile,

battente, eterna.

Se cenere resta

Se cenere resta di nostra memoria,

con vivido alitare a forza sospingete

o spiriti dell’oblio,

l’ardita fiamma della vostra sconfitta

e, pur digrignando

il canino ceffo

dei vostri volti,

il placido incedere del tempo

per voi si muterà

in sordida mercede.

Che dirà il pescatore

Che dirà il pescatore

Guardando il filo dei tuoi capelli?

Che dirà l’elfo

Ascoltando il tuo passo nel bosco?

E il cacciatore

Rimarrà in attesa del volto guardingo

Della cerva preda?

E che dirà lo gnomo

Di un lembo della tua veste

Impigliata in un cespuglio di felci?

E infine

Il signore degli arbusti e delle acque

Delle radure e delle grotte

Dei sentieri e delle praterie

Che dirà al cospetto

Di un lattiginoso angolo di tua pelle?

Alla divinità delle terre

Ti sacrificherà

O ti eleverà a giustiziere

Delle superbe fronde?

Poesie 5 – 8ultima modifica: 2012-10-02T20:36:00+02:00da sandcreek12