Alle porte dell’inferno

Sono sicuro che nessuno di voi è mai stato in OPG. Sono sicuro, perchè a quei pochi che leggono questi post non è mai toccato in sorte un simile destino. Destino, disavventura, maledizione. tragedia, chiamatela come volete, tanto nessun sostantivo esprime perfettamente il concetto di Ospedale Psichiatrico Giudiziario. E’ un ospedale con le sbarre, le celle e le Guardie, ed è la prima cosa che incontri quando varchi quella soglia. Poi ci sono  i medici,  gli infermieri e gli educatori, ma quelli li vedi dopo.

Si può entrare in quell’inferno per una sciocchezza.  La data di ingresso è certa, non lo è quella di uscita. Potrebbe non esserci, il tempo potrebbe dilatarsi e trasportare il paziente ( perchè è pur sempre di pazienti che parliamo) in una dimensione parallela.  Vale la discrezionalità, non esiste certezza di pena.

Oggi sono andato a recuperare un ragazzo che da un anno e mezzo è internato in uno di questi luoghi di perdizione. Motivo: rapina con pistola giocattolo sotto effetto di stupefacenti: Scopo:  acquistare una birra. Conseguenze perchè recidivo: OPG. Nessuna casa, non più famiglia, un altro fratello  ma in carcere. Eppure questo ragazzo era un chitarrista di talento. Quando lo vedo sulla porta sembra uno spaventapasseri. Pochi capelli, occhi spenti, viso e corpo gonfio  per i farmaci. Una terapia pesante che spezza la volontà e il desiderio. Poche parole farfugliate tra un bisbiglio incomprensibile e un sonno chimico che lo spegne.

In  macchina, in silenzio, come le quattro borse al seguito. Apre gli occhi in mezzo al verde e al sole. Giriamo pagina che sa di dolore e proviamo a riprenderci la vita.

Faccia da cesso

 

Rosi Mauro: brutti, sporchi e cattivi
Renzo Bossi: black hole in the brain
Belsito: laurea magna cum disonorem
Calderoli: sono rimasti al verde
Lega: la caduta degli Dei
Nicole Minetti: sesso, bugie ed altri strani incidenti
Bersani: il grande stratega di ogni sconfitta
D’Alema: Belfagor il fantasma del PD
Vendola: l’acqua di Sel(tz) è velenosa
Fini: la casa ha distrutto il ciclone
Casini: un templare in mutande
Formigoni: dopo tre giorni resort
Monti: the eraser
Fornero: la via crucis
Alemanno: sotto mentite spoglie.
Questi uomini e donne della politica dovrebbero reggere le sorti della penisola italiana. Sono quelli che spesso a noi chiedono grandi sacrifici e rinunce in cambio del nulla. Egoisti fino alla nausea e incapaci.
Ma c’è di peggio. Sono quei personaggi politici inquisiti dalla giustizia che ancora siedono sui banchi del Parlamento. Se avete tempo, leggete i loro nomi, molti conosciuti, altri sconosciuti, ma tutti con pendenze giudiziarie spesso pesanti.
In carcere, secondo una vecchia ricerca di criminologia, finisce il 10% degli autori di reati contro il patrimonio, tutti inevitabilmento appartenenti alla classe più povera della nostra società.
I white collar crime restano sempre impuniti.