Al capolinea

images?q=tbn:ANd9GcSjo6M_AwLEdveSgltmaR6xPVRnhEFKp4ZPfIIrlQtDZIeUsCOJ Nemmeno la minaccia leghista schioda dalla poltrona di Governatore il Formigoni nazionale. E’ così ancorato al suo potere che nè gli scandali personali  nè le vaccate del suo Consiglio lo inducono a  rinunciare.  Formigoni è probabilmente in diretto contatto con il Regno dei cieli, un pò come l’unto del Signore ( ma a Milano non c’era  già il vecchio Berlusca?). Forte del suo passato in Comunione e Liberazione ( ma che cavolo vorrà poi  significare questo movimento), con la benedizione di don Giussani e dell’intellighenzia vaticana, questo personaggio, a metà tra un penitente e un puttaniere in vacanza, ha cavalcato per vent’anni l’integralismo cattolico, riuscendo alla fine a nauseare anche i borghesi più integralisti.  Con la sua erre moscia e le sue giacche variopinte, ha diretto un Consiglio regionale di furfanti, inquisiti e infine arrestati. Mai un dubbio, mai un rigurgito di coscienza. Forse ha inteso il mandato di Governatore come un Principato assoluto, qualcosa che nessuno e niente avrebbe mai potuto scalzare.

Oggi, anche  i vertici del PdL, nella persona dell’Angelino da Agrigento, avvocato di belle speranze  ( sempre solo speranze), ha scaricato Formigoni, dichiarandosi contrario all’accanimento terapuetico, poichè ci sono troppi ladri nella istituzione milanese. Allora al voto e presto. Per votare chi? Altri Formicoloni ruspanti, che stanno già affilando i coltelli e i denti, altri Fiorito e Polverone-Polverini che stanno preparando nuove feste, con intrattenimento di maiali e gladiatori, ninfe e escrementi, ancelle  e puttane  di alto bordo.

images?q=tbn:ANd9GcTMEI6dR_yrRHFnVdoFmYzg41_XBYMTXF_-bxYkdA2tcEii7XJaOA Formigoni ha fatto il suo tempo da molto tempo. Doveva fermarsi In CL,  continuare a servire Messa con la tunica da chierichetto, partecipare ai meeting di Rimini e dimenticare la politica. Ma si sà, anche  per un cattolico vecchio stampo, comandare è meglio che fottere.(Andreotti docet)

 

Formicone lumacone

   Stesso stile del Silvio dimenticato, stessa inutile arroganza per la difesa del proprio interesse. L’uomo che da 17 anni regna su Milano se ne infischia delle regole e della correttezza. ” Io so io, e voi nun siete un cazzo” diceva il Marchese del Grillo ai bifolchi rivoluzionari che lo contestavano. Con più fair play e meno volgarità, ma il concetto è identico. Così resta Governatore della Regione Lombardia a vita, ( in barba alla legge 165/2004), riceve avvisi di garanzia nel 2009, nell’ambito di un’inchiesta su ambiente e inquinamento, ma è sempre lì.  Attualmente alcuni quotidiani stanno interessandosi ad una storia di viaggi pagati da un amico del Governatore, tal Daccò, arrestato per lo scandalo del San Raffaele e per aver distratto dal patrimonio della fondazione Maugeri circa 70 milioni di euro. Parliamo naturalmente di personaggi di Comunione e Liberazione, che nulla hanno di cristiano se non forse la assidua frequentazione di Eminenze vaticane. Del resto Formigoni ha costruito la sua fortuna politica proprio su questo movimento. “Parigi val bene una messa”  è sempre applicabile, anche ai giorni nostri.