Avvento e figli

avv.jpg L’Avvento, parola ormai in disuso anche nella Cristianità. Avvento significa l’attesa della nascita di Gesù. Un mese di attesa per questo evento che si ripete ogni anno e ogni anno porta speranza.

Ricordo il periodo del Collegio. L’Avvento era vissuto come attesa anche del ritorno a casa. Mi sembra di sentire ancora il profumo del mare e di certi tramonti sull’acqua, il molo e il  faro,  il desiderio di stare in famiglia e dividere la festa con i genitori e i fratelli. E poi la grande Messa di mezzanotte, i canti, l’odore dell’incenso, il sonno da scacciare e la liturgia da seguire.

Un’attesa che si scioglieva dolcemente il giorno di Santo Stefano quando le porte del Collegio si aprivano: erga omnes e la felicità quasi si toccava.

erga.jpgHo vissuto per anni questo periodo dell’Avvento con intensità, aspettando il Natale come un regalo, vivendo le stesse emozioni di un tempo.

Oggi sono padre di tre figli e non sono riuscito a trasmettere nulla o molto poco di queste sensazioni. Il Natale oggi non è attese di niente. Ci prova la pubblicità con decine di spot al limite della morale a farci desiderare qualcosa, che poi è un oggetto, un gioco, un regale. Desiderio materiale , mai indirizzato verso la crescita dello spirito, sempre verso il possedere cose. Dio non esiste, Gesù resta confinato nella stalla e noi, nonostante il maggior avere, siamo sempre più poveri.

Così l’Avvento non è un tempo di attesa e di tensione, diventa una delle tante stazioni intermedie del nostro egoismo. Stare insieme anche in famiglia diventa un obbligo, una tradizione che si sopporta, sempre con l’occhio al telefonino in “attesa” di messaggi più interessanti.

In questa società non c’è tempo per pensare, bisogna fare. Voglio quella precedente, voglio un tempo di silenzio riflessivo, per la mia vita.

A Natale si può

 Mi chiedo quale sia la notizia più importante:

– Napolitano scioglie le Camere e mette fine al Governo dei tecnici

– La Russa fonda un nuovo partito denominato “Fratelli d’Italia”

– Totti e la Blasi si sono trasferiti nella EuroSky Tower di Roma al 27^ piano.

A Natale forse siamo più buoni, ma non per questo più stupidi. Che mi importa di Totti e di La Russa? E anche di un Presidente che non si accorge della sofferenza degli Italiani? Senza nemmeno rendersi  conto  che la povertà è diventata la compagna di moltissime famiglie.

nata.jpg A Natale si può… morire di freddo, di fame, di disoccupazione.