Bikini e politica

Chi si beve la Minetti?

minetti,polverini,bikini

quattro possibilità:

-il più bel baffo del Pirellone

-il più cazzone del Pirellone

-D’Alema travestito da Berlusconi

                     -Berlusconi travestito da se stesso con più capelli e meno anni

La signora Minetti non finisce mai di stupire.  L’avevamo lasciata in compania di una marocchina, figlia di Mubarak, una Pippi Calzelunghe in sottoveste e tacchi a spillo, tal Ruby da Voghera. L’avevamo quasi dimenticata dopo la caduta del Sultano e del suo harem, ed ecco che si presenta sulla passerella e sfila in bikini suscitando ammirazione e stupore, e  tra i ben pensanti di ogni colore politico una certa stizza mal celata. E a ragione, perchè dalle foto mostra ogni suo più alto intendimento 20120923_9493_minetti1.jpgpolitico  e sociale.  Ma poi ce la troviamo in Consiglio a Milano, senza essere annunciata, e anzi considerata assente. Forse una trovata ad effetto per essere guardata, ammirata in un casto tailleur.

Di lei possiamo dire ogni cosa. Delle sue capacità  odontotecniche conosciamo poco, ma è forse l’unica cosa che non è chiara.

Per il resto è tutto sotto la luce del sole. Ma proprio tutto. 

Mentre una Polverini scende una Minetti sale.

Roma ladrona

  Questa volta la Lega ha ragione: una roma ladrona così non si vedeva da anni. Non che non fossimo abituati con il Sindaco della città Alè-meno. Ma la Polverini ha superato se stessa. Consulenze milionarie, società sportive di rugby che vengono finanziate anche se da anni non fanno volare più nessun pallone ovale, architetti fidanzate di politici, personaggi del bel mondo, che inseguono un unico ideale: fare soldi e farli velocemente.

E poi, con un colpo di spugna, tutto a tacere, tutti al loro posto. Ancora ci sovrastava lo stupore  per le imprese della famiglia Bossi,  che subito un altra avventura giudiziaria ci investe. E vai, Italia!

Tra un anno nessuno si ricorderà di queste malefatte. Gli stessi  uomini e donne si ripresenteranno e ancora saranno votati. Magari in Parlamento, ad aumentare la schiera degli inquisiti, dei disonesti, degli impuniti. Tra fabbriche che chiudono e giovani che rimangono disoccupati per anni, l’unica classe  che non conosce povertà è   quella dei politici.

E’ meglio un ladro oggi che un politico domani.