I santi e le zucche

santi,ceva familia,parenti,halloween A Ceva, il giorno dei Santi di tanti anni fa, tutta  la mia famiglia ( intendo parenti e familiari) era solita incontrarsi  nella casa della nonna: un’ occasione importante   per  conoscere quello che era successo in un anno  ai parenti di Torino, alla zia di Savona, ai cugini francesi. Dopo la messa delle 9.30 e la visita al camposanto,  le donne correvano a casa a preparare il pranzo e gli uomini, dopo una camminata sotto i portici, tanti saluti e strette di mano, finivano al Nazionale per un Punt-e Mes. I giovani si sentivano già adulti per questo aperitivo e gli adulti per un momento ritornavano adolescenti raccontandosi imprese di lavoro su autovetture o aerei, tra una Ritmo nuova e un Excocet  che non supera i controlli. 

Alle 13 rientro a casa e inizio del pranzo:  era d’obbligo la zuppa di ceci, il cotechino e altri cibi ormai fuori  moda. E si finiva con un dolce meraviglioso, il Brut-e-bun una sorta di torta con dolci friabili ricoperti di panna e cioccolato. Il caffè e l’amaro decretavano la fine del pasto ma non della conversazione.   Che durava ancora nella seconda passeggiata postprandiale. Dentro casa  le donne rimettevano a lucido pentole e fornelli.

Faceva sempre molto freddo, qualche volta  era così pungente da gelarti le mani, e la grande stufa sembrava concedere a tutti il caldo necessario, mai superfluo.

Oggi la casa   è vuota. Gli adulti di allora sono tutti morti e i noi siamo quelli che dovrebbero continuare la tradizione. Ma a Torino la Fiat è in crisi, gli Excocet venduti agli arabi sembra abbiano cessati di esistere dopo Saddam.   E poi i nostri figli, i giovani di oggi, non conoscono per nulla la festa dei Santi. In compenso sanno tutto su Halloween e sulle zucche con le candele dentro.santi,ceva familia,parenti,halloween E poi i ceci e il cotechino non son così digeribili come insalata e mozzarella. E se ti ferma la stradale con un amaro di troppo sono dolori. Allora ci accontentiamo di una cartolina di auguri per Natale, se va bene, o di una mail frettolosa. Poi il silenzio.