In equilibrio

free.jpg Una delle doti che l’uomo moderno non possiede è l’equilibrio. E’ raro trovare persone equilibrate, così raro che diventa una qualità indispensabile per certe professioni. Dovrebbe essere la base di ogni individuo normale e non l’eccezione. Equilibrio nel parlare, nell’agire, nel rapporto con gli altri, equilibrio nel bere, nel mangiare, nel vestire. Ma l’equilibrio fondamentale è quello che aiuta a sopportare questa strana società, che a parole promette ricompense a tutti ma a pochissimi permette di accostarsi copiosamente al calice di una vita senza lamenti. Viviamo in una situazione di realtà sospesa. Il rischio è diventato funzionale, non episodico, in questo nostro contesto. E’ una parte integrante di questà società. Vanno per la maggiore sport come il free climbing, il jumping, il parapendio, lo sci estremo. Sembra che l’uomo moderno abbia bisogno del rischio come un “plusvalore emozionale”. Così tutto deve essere un pò rischioso per divenire interessante: i palinsesti televisivi devono contenere quell’indice di pericolosità relativa che da gusto al programma, gli eventi, se non sono rischiosi, devono essere almeno raccontati come tali, lo sport deve contenere quel rischio che lo rende attraente, l’amore deve avere una componente di rischio, così il sesso, così il gioco, così l’uso sempre più frequente di sostanze euforizzanti. A tal punto che si rischia molto ma non si cambia nulla e tutto resta come era. Si finisce per accettare le bugie del sistema, si naviga a vista in attesa di nuove “storie palpitanti”, cercando ancora altre sensazioni forti, fino a scadere nell’atonia generale. Il sistema ha fatto di noi persone scarsamente equilibrate, manovrabili perché deboli, nella convinzione di essere degli eroi. L’aver goduto di emozioni forti non fa di noi dei forti, ma degli scontenti, dei depressi. Ogni giorno l’uomo moderno è costretto a sperimentare una sorta di percorso ad ostacoli, risk.jpg una gara contro le insidie sociopolitiche ed economiche, che lo spingono a rifugiarsi nella ricerca del rischio, incapace di vivere la quotidiana normalità, tentando di sopravvivere a se stesso. Nel dubbio amletico tra essere o non essere, tra la nobiltà di sopportare gli strali di una sorte avversa o alzarsi e combattere, noi scegliamo una terza via, quella di dormire e sognare un posto d’onore nel Camel Trophy. cam.jpg